MUSICA

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Parliamo dei nostri gusti musicali

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Sbirciando dalle vetrate del Contarena

L'impressione che si ricava guardando le prime immagini o sbirciando dalle vetrate del Contarena è quella di una metamorfosi radicale che sembra allontanarlo dalla sua storica identità di caffè per antonomasia.
​Vedere pareti e scaffali dominati da centinaia di bottiglie fa l'effetto di trovarsi di fronte a un'enoteca di lusso o a un modernissimo showroom del vino, piuttosto che nel salotto buono e accessibile della città. È evidente che la nuova gestione ha impostato il rilancio su una formula completamente diversa, mirata a intercettare una clientela disposta a spendere per l'eccellenza culinaria e l'alta gamma, trasformando il Contarena in una vetrina chic.
​ La tendenza attuale nei centri storici è purtroppo quella di convertire i monumenti della socialità locale in mete d'élite o per turisti ad alto budget.
​A che cosa serve un Contarena così stravolto?
​Riaprire un gigante del genere a Udine è un'operazione commerciale ed economica enorme, e probabilmente la nuova proprietà ritiene che l'unico modo per far quadrare i conti (tra affitti, personale e costi di gestione in Piazza Libertà) sia puntare tutto sulla ristorazione d'alto livello, sugli aperitivi "da vedere e farsi vedere" e su una clientela selezionata.
​Il rischio concreto, però, è che diventi un luogo bellissimo da guardare ma "freddo", privato di quell'anima cittadina che lo ha reso un mito per generazioni di udinesi. Il 9 luglio è dietro l'angolo: vedremo se questa nuova veste saprà comunque dialogare con la città o se rimarrà un'isola per pochi eletti, fino a che l'effetto "novità" dura.