Il caso di Pierpaolo Lopiano dovrebbe averci insegnato qualcosa
Il caso di Pierpaolo Lopiano dovrebbe averci insegnato qualcosa: la cortesia virtuale non può e non deve trasformarsi in un obbligo di firma. I "buongiorno" quotidiani fanno piacere, ma la vita vera ha la precedenza.
Trovo assurdo che se una persona si assenta per un giorno — per un day hospital, un piccolo intervento o semplicemente per i fatti suoi — debba poi subire il terzo grado da trenta persone che pretendono di sapere perché non ha risposto. Un'amicizia virtuale matura si vede dall'elasticità mentale: se qualcuno stacca la spina, si rispetta il suo silenzio. La preoccupazione è legittima, il controllo sociale no, e nessuno è tenuto a giustificarsi.