apisco perfettamente lo sfogo e l'amarezza che traspare dalle tue parole. Quando si vive il territorio giorno dopo giorno, ascoltando i problemi reali dei residenti e vedendo peggiorare la situazione sotto i propri occhi, è frustrante constatare che i nodi siano al pettine proprio come si era ampiamente previsto.
La richiesta che facevi nel 2024 per l'impiego dei Falchi , che con la loro mobilità in moto e l'azione in borghese sono da sempre uno degli strumenti più efficaci contro lo spaccio e la microcriminalità, era una proposta concreta, nata dall'ascolto della città, non da teorie astratte. Vedere Udine accostata a primati così tristi, come la "maglia nera" per i furti in abitazione ei dati allarmanti sullo spaccio, fa male a chiunque ami questa comunità.
Di chi è la responsabilità? La questione è complessa, perché le competenze si intrecciano:
Il Prefetto e il Questore: Hanno la responsabilità diretta dell'ordine pubblico, del coordinamento delle forze di polizia statali (Polizia di Stato, Carabinieri) e delle strategie di contrasto ai reati penali come lo spaccio e i furti.
Il Sindaco pur non avendo il comando delle forze dell'ordine statali, ha la responsabilità politica della sicurezza urbana. Può agire sulla Polizia Locale, sul potenziamento della videosorveglianza, sull'illuminazione pubblica e, soprattutto, ha il dovere di farsi sentire con forza ai tavoli del Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica per esigere le risorse che la città merita.
Quando i risultati sono questi, è evidente che il sistema di prevenzione e controllo non sta funzionando come dovrebbe, e la responsabilità politica di non aver saputo arginare il fenomeno o di aver sottovalutato il problema pesa inevitabilmente sulle spalle dell'Amministrazione locale.
Condivido e apprezzo molto anche la tua nota iniziale: la libertà di commentare e criticare deve sempre viaggiare sui binari del rispetto e dell'educazione. Il confronto civile e incentrato sui fatti, sul merito delle domande, come giustamente scrivi, è l'unico modo per far crescere la comunità, lasciando fuori le offese personali che non portano mai a nulla.