MUSICA

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Parliamo dei nostri gusti musicali

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Tornano le Province in FVG, ma il pd con che coraggio si presenterà alle elezioni provinciali ?

Tornano le Province in FVG, ma il pd con che coraggio si presenterà alle elezioni provinciali dopo aver votato contro?

È una bella contraddizione della politica, una di quelle che fa discutere molto, soprattutto qui in Friuli-Venezia Giulia, dove la questione ha radici profonde. Il voto contrario del Partito Democratico (sia a gennaio in Parlamento sulla riforma costituzionale dello Statuto, sia proprio ieri, al termine della maratona in Consiglio regionale per l'approvazione del ddl attuativo) è una posizione ufficiale netta. Eppure, quando a primavera si apriranno le urne, vedrai che si presenteranno regolarmente.

Ci sono tre motivi principali, a livello di strategia politica, che spiegano questa apparente incoerenza:

1. Il pragmatismo istituzionale ("Se l'ente esiste, va governato")
Il ragionamento classico dei partiti in questi casi è di puro pragmatismo: "Noi eravamo contrari alla nascita di questa struttura, ma ora che la legge l'ha creata e che gestirà soldi pubblici, scuole superiori e strade, non possiamo lasciare il campo libero agli avversari". Rinunciare a presentarsi significherebbe regalare al centrodestra il controllo totale del territorio, delle risorse e delle nomine, senza nemmeno dare rappresentanza ai propri elettori.

2. La difesa del territorio e degli amministratori locali
I sindaci e i consiglieri comunali del PD sparsi sul territorio hanno bisogno di un punto di riferimento provinciale per coordinare i servizi. Se il partito decidesse per l'Aventino, isolerebbe i suoi stessi sindaci, che si troverebbero a dover interloquire con Province interamente monocolore di centrodestra. Partecipare alle elezioni serve quindi a proteggere le proprie roccaforti locali.

3. La motivazione del voto contrario
Il PD (insieme ad altre forze di opposizione) ha motivato il suo "no" in Aula sostenendo che questa riforma, così come è stata strutturata, rischi di creare un "poltronificio" o un contenitore con competenze ancora troppo confuse e costi incerti. Nelle prossime campagne elettorali provinciali, la narrazione del centrosinistra sarà probabilmente questa: "Ci presentiamo per gestire l'ente con serietà, per evitare sprechi e per dimostrare che la destra ha fatto una riforma pasticciata".

In politica vale una regola d'oro non scritta: gli spazi vuoti vengono sempre occupati dagli altri. Essere contrari a una legge non ha mai impedito a nessun partito, di nessun colore, di partecipare alle istituzioni nate da quella stessa legge.

Sarà interessante vedere come gli elettori percepiranno questo passaggio e quanto peserà il dibattito sulla coerenza politica quando si tornerà a votare per le amministrazioni provinciali.