È la storia di un gruppo di ex compagni del liceo Berchet di Milano che, nell’estate del 1975, ubriachi di giovinezza e di stupidità, decidono di fare una cosa apparentemente innocua e geniale: mettono su un fondo comune con versamenti annuali. Chi sopravvive di più vince tutto. Gli ultimi tre superstiti si spartiscono il malloppo.Da lì inizia una specie di conto alla rovescia crudele e irresistibile. Ogni 22 luglio si ritrovano a cena, contano i vivi, brindano ai morti, si scrutano, si invidiano, si vogliono bene e si odiano. Il tempo passa, i capelli cadono, le malattie arrivano, i tradimenti, i soldi, le delusioni, i rimpianti… e quel patto che sembrava uno scherzo diventa un mostro che li tiene legati per sempre.Mari lo racconta con una prosa secca, lucidissima, piena di umorismo nero e di una malinconia che ti prende alla gola. Ridi spesso, ma è una risata amara, perché capisci che stanno parlando anche di te, di quando eri convinto che la vita fosse tutta davanti e invece il premio più grande, la giovinezza, ce l’avevi già in mano e non te ne accorgevi. Struggente, spietato, spassosissimo. Uno dei libri più belli che abbia letto negli ultimi anni.