Negli ultimi anni il Premio Strega ha attirato tantissime polemiche e dinamiche che, a detta di molti critici e lettori appassionati, ricordano più il televoto di un reality show o una sfilata di influencer che non un prestigioso riconoscimento letterario.
Tra alleanze strategiche tra grandi case editrici, voti di scambio geometrici e polemiche costruite ad arte sui social per spingere questo o quel personaggio, la sensazione che la qualità della scrittura sia passata in secondo piano è fortissima.
Gran parte di chi fa rumore e alimenta il "fango" mediatico o le tifoserie sui social non ha mai aperto uno dei libri in gara. Spesso non legge nemmeno una pagina di giornale. È il paradosso della cultura ridotta a intrattenimento pop: fa discutere tutti, ma fa leggere pochi.