Maggio, il mese della fioritura e della promessa di estate, se ne va lasciando il freddo: è la metafora perfetta della vita che scorre, delle attese che si dissolvono, della continua insoddisfazione umana. Non è disperazione, però: c’è una sorta di accettazione serena e quasi ironica (“fai presto” dice alla fine).È un brano profondamente spirituale senza essere religioso in senso stretto. Pino mescola fede popolare, blues esistenziale e quel senso di “fame” tipicamente mediterraneo.