Si chiude il campionato al Maradona con una sconf itta di misura (Edited by Author)
Si chiude il campionato al Maradona con una sconf itta di misura che lascia parecchio da discutere, più per gli episodi che per il calcio espresso.
Il Napoli parte forte e trova il vantaggio al 23° con Højlund. Inutile girarci intorno, nel primo tempo i padroni di casa hanno tenuto in mano il pallino del gioco, mettendo in difficoltà i bianconeri con il loro palleggio. L'Udinese però non è rimasta a guardare: ha incassato il colpo, ha stretto i denti e ha provato a risalire la china, rimanendo aggrappata alla partita con ordine e personalità.
La svolta (in negativo per noi) arriva al 64°. L'espulsione diretta di Kabasele è un fulmine a ciel sereno che cambia radicalmente il volto del match. Una decisione severa, che ha logicamente aumentato la complessità di una gara già in salita. Gestire l'ultima mezz'ora al Maradona in dieci uomini è un'impresa titanica per chiunque. È innegabile che certe decisioni abbiano finito per agevolare il Napoli, permettendogli di portare a casa i tre punti con il minimo scarto senza dover strafare nel finale.
Ma in fin dei conti, l'Udinese meritava la sconf itta?
La risposta onesta è: no, non del tutto.
Se è vero che il Napoli ha fatto qualcosa in più nella prima frazione, è altrettanto vero che l'Udinese, anche in inferiorità numerica, ha dimostrato un orgoglio immenso. Nel finale i ragazzi ci hanno creduto, hanno spinto e hanno fatto tremare la difesa azzurra, costringendo Meret a un mezzo miracolo. Un pareggio, per la reazione e il cuore visti in campo nonostante l'uomo in meno, non sarebbe stato affatto un furto. Ci portiamo a casa una scon***** condizionata dagli episodi, ma a testa decisamente alta.