Un pezzo intimissimo, quasi sussurrato. Harry si spoglia di tutto il glamour pop e resta con una chitarra acustica calda, una voce fragile e un testo che parla di amore paziente, di quel “ti aspetto ma senza pressarti” che fa male e bene insieme. La melodia è lenta, con quel sapore tra Fine Line e le cose più calme di Harry’s House. Il ritornello “Hold me eventually… when you’re ready to mean it” è di quelli che ti restano in testa per giorni: dolce, un po’ malinconico e umano. Bellissima, sincer, una delle sue cose più tenere degli ultimi anni.