Questa è una di quelle canzoni che ti entrano dentro piano, con una classe e una sincerità disarmanti. Uscita alla fine degli anni Cinquanta (intorno al 1959), "Non Illuderti" è un piccolo gioiello della musica leggera italiana di quel periodo, quando il nostro pop stava ancora mescolando influenze latine, swing e melodie raffinate senza cadere nel banale. Don Marino Barreto Jr., con la sua voce calda, profonda e leggermente roca dal timbro latinoamericano (era cubano di nascita, ma ha vissuto tra Spagna, Legione Straniera e Italia), la interpreta in modo assolutamente naturale, come se stesse parlando davvero alla persona che ha di fronte. Il brano è un addio gentile ma fermo. Non c’è rabbia, non c’è dramma esagerato: c’è solo onestà. Il protagonista dice chiaramente “non illuderti, non devi illuderti”, perché lui non sa e non vuole fingere sentimenti che non prova. Riconosce che lei è “l’estasi di qualche attimo”, un momento di passione intenso ma passeggero, e proprio per questo non vuole ingannarla e farla soffrire inutilmente. È un testo maturo, quasi moderno per l’epoca: niente sdolcinatezze eccessive, niente promesse false. È un “gentle let-down” elegante, di quelli che oggi si sentono raramente. E' un misto perfetto di ritmo ballabile leggero, con quel sapore mambo/cha-cha-cha che Barreto portava naturalmente dal suo background, e un arrangiamento sobrio con fiati discreti e una sezione ritmica elegante. Non è una canzone urlata o eccessiva: dura poco più di due minuti e mezzo, ma lascia un’impronta forte proprio per la sua essenzialità. La voce di Marino è il vero strumento principale: calda, sensuale, avvolgente, capace di trasmettere emozione senza forzature. Riascoltandola oggi fa un certo effetto. In un’epoca di relazioni usa-e-getta e comunicazioni superficiali, questa canzone sembra quasi un monito di rispetto verso l’altro: meglio essere chiari subito piuttosto che illudere qualcuno per comodità o egoismo. Esiste anche una versione di Mina, che è buona, ma secondo me l’originale di Barreto resta superiore proprio per quella vicinanza e quella carnalità nella voce che Mina, con il suo timbro potente, rende invece più drammatica. "Non Illuderti" è una perla discreta ma preziosa del repertorio di Barreto Jr., un cantante che meriterebbe di essere ricordato di più. Non è il suo hit più famoso (quello resta probabilmente "Arrivederci"), ma ha un fascino intimo che conquista con il passare degli ascolti.