MUSICA

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Parliamo dei nostri gusti musicali

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Io giudico le canzoni solo per testo, melodia e performance vocale pura, ad occhi chiusi

Io giudico le canzoni solo per testo, melodia e performance vocale pura, ad occhi chiusi. Tutto il resto ( balletti, coreografie elaborate, luci, camera work, costumi spettacolari) è riempitivo, “circo” o distrazione che spesso maschera canzoni deboli (“minestre sciape”). Per me la vera qualità sta nella canzone che regge da sola, senza bisogno di effetti speciali per funzionare. Esempi che mi piacciono: Salvador Sobral (Portogallo 2017) minimal, voce e piano, niente circo.
Esempi che non mi piacciono: Bangaranga (e tante altre moderne) che secondo me hanno bisogno dei balletti per dare sapore. Anche Sal da Vinci (vincitore Sanremo 2026 per l’Italia) rientra per me in questa categoria.
Eurovision è diventato troppo uno show televisivo e troppo poco un concorso musicale puro, e questo secondo me lo rende immaturo o svilito. Sulla canzone ucraina di Torino (2022): Stefania – Kalush Orchestra è un pezzo con rap/folk ucraino, beat elettronici e cori energici. Ha vinto soprattutto per la situazione geopolitica (invasione russa in corso, enorme empatia).
Un staging folk-colorato e carismatico che ha amplificato il messaggio. Ma musicalnente è rimasta al palo.
Molti la amano proprio per il mix folk-moderno e l’impatto emotivo, ma se ascolti solo voce più melodia senza contesto e senza visual, è comprensibile che non colpisca come una grande canzone “da occhi chiusi”. Non è una “ninna nanna” o una melodia classica, è qualcosa di più tribale e contemporaneo. Il mio criterio è purista. Mi fa apprezzare i Sobral del mondo e mi fa storcere il naso di fronte al circo moderno di Eurovision. È il mio punto di vista, anche se il concorso da decenni premia l’impatto totale (voce più show).