MUSICA

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Parliamo dei nostri gusti musicali

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La soppressione delle Province non ha eliminato i costi, li ha solo spostati

La soppressione delle Province non ha eliminato i costi, li ha solo spostati.
Secondo i rapporti della Corte dei Conti (Sezione Autonomie), il risparmio derivante dalla soppressione degli organi politici (indennità di presidenti e assessori) è stato stimato in circa 0,11 euro a cittadino. Una miseria.
I costi del personale e delle sedi non sono spariti; sono stati trasferiti alla Regione o alle Unioni dei Comuni (UTI in FVG). Anzi, in molti casi sono aumentati a causa della frammentazione e della necessità di creare nuovi uffici di coordinamento per far dialogare enti che prima erano uniti.
Prima c'era un unico ufficio tecnico provinciale che gestiva centinaia di chilometri di strade e decine di istituti superiori. Con la riforma, queste competenze sono finite in un limbo (gli EDR in FVG sono stati un "cerotto" tardivo). Risultato? Molti piccoli Comuni si sono trovati a dover gestire pratiche sovracomunali senza avere nemmeno un ingegnere in organico.
La Provincia faceva da scudo tra i piccoli Comuni e la Regione. Senza di essa, i Sindaci devono andare a Trieste (o a Roma) a mendicare risorse singolarmente, perdendo forza contrattuale e tempo.
In Friuli Venezia Giulia, la riforma Serracchiani voleva sostituire le Province con le UTI.
Molti Comuni hanno fatto ricorso, altri non sono mai entrati a regime. Si è creato un sistema "a macchia di leopardo" dove in alcune zone i servizi funzionavano e in altre regnava il caos.
La mancanza di un ente intermedio eletto ha reso la pianificazione territoriale (urbanistica, rifiuti, trasporti) lenta e rissosa, perché ogni Sindaco guarda giustamente al proprio campanile, mentre la Provincia guardava al territorio nel suo insieme.
Prima i cittadini sapevano a chi rivolgersi se una strada provinciale era bucata o una scuola cadeva a pezzi. Dopo la riforma Serracchiani, abbiamo avuto anni di scaricabarile tra Regione e Comuni.