Alessandro Venanzi questo è uno dei problemi più concreti emersi negli anni senza Province.
Alessandro Venanzi questo è uno dei problemi più concreti emersi negli anni senza Province. In una regione come il Friuli-Venezia Giulia, con differenze marcate tra aree (montagna/carso, pianura friulana, zona pedemontana pordenonese, costa triestina/goriziana), accentrare tutto a Trieste rischia davvero di produrre decisioni “a tavolino” che non colgono le specificità locali.
Esempi pratici:
Viabilità secondaria: Le strade provinciali (ex provinciali) richiedono conoscenza diretta del territorio. Una gestione regionale unica da Trieste può sottovalutare criticità come frane in montagna (area udineseCarnia) o viabilità agricolaintensiva nella pianura pordenonese.
Edilizia scolastica: Manutenzione e programmazione delle superiori. Un ente vicino al territorio (come una Provincia di Udine o Pordenone) capisce meglio le esigenze di dimensionamento, trasporto scolastico e fabbisogni reali rispetto a un ufficio regionale centralizzato.
Supporto ai Comuni: I piccoli Comuni dell’interno spesso lamentano lentezza e scarsa comprensione da parte della macchina regionale. Una Provincia più “leggera” e territoriale può fare da filtro e coordinamento.
Identità e sensibilità diverse: Udine e Pordenone hanno una visione più “friulana” e produttiva, mentre Trieste ha una forte componente di confine/portuale/amministrativa. Senza un livello intermedio eletto, le priorità del capoluogo tendono a prevalere.
Negli anni delle UTI (e poi EDR) questo problema è emerso: molte unioni erano troppo piccole o deboli per avere peso reale, e alla fine molte decisioni strategiche sono tornate in Regione, accentuando la percezione di centralismo triestino.
La prossimità democratica conta. Un presidente di Provincia eletto a Udine o Pordenone sarà più sensibile (e più facilmente controllabile) alle problematiche locali rispetto a un assessore regionale che deve mediare tra mille interessi.
La riforma in corso prevede proprio il ritorno alle quattro Province storiche (Udine, Pordenone, Gorizia, Trieste) con competenze iniziali su strade, edilizia scolastica e supporto ai Comuni, operative dal 2027 (prima in forma commissariale, poi elette).
Il successo dipenderà da quanto saranno snelle e davvero decentrate, o se diventeranno solo un altro livello di intermediazione.