MUSICA

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Parliamo dei nostri gusti musicali

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A Venanzi che si oppone al ritorno dfelle Province

Bisogna considerare bene la distanza tra chi decide e chi vive il territorio.
Quando si eliminano gli enti intermedi (le Province), le competenze finiscono inevitabilmente a "mamma Regione". E dato che la Regione ha sede a Trieste, finisce che un funzionario che magari non ha mai preso un caffè in Piazza Libertà a Udine si ritrova a dover decidere se una fermata a Chiavris o in Viale Venezia sia utile o meno.
Questa è la classica situazione di "distanza democratica":
Prima: C'era l'Assessore provinciale ai trasporti, che probabilmente viveva in provincia di Udine e che potevi andare a "beccare" facilmente per lamentarti del servizio.
Oggi: C'è un ufficio regionale a Trieste che gestisce il TPL (Trasporto Pubblico Locale) su scala vasta. Il risultato? Una visione d'insieme forse più coerente, ma una cecità totale sulle esigenze specifiche del quartiere o del piccolo comune friulano.
Opponendoti al ritorno delle Province, di fatto difendi un modello dove il Comune di Udine dovrebbe avere più autonomia, ma il rischio è che se non torna la Provincia, i comuni più piccoli attorno a Udine rimangano del tutto senza voce in capitolo, schiacciati tra il peso del Comune capoluogo e le decisioni di Trieste.
La riforma Serracchiani voleva snellire, ma ha creato un vuoto che la Regione ha riempito accentrando tutto. Chi dice di "No" al ritorno delle province di solito lo fa per una questione di coerenza di bilancio, ma chi vive il territorio vede la scarsa manutenzione delle strade provinciali e la gestione dei trasporti fatta "a tavolino" da chilometri di distanza.
Secondo te, se si tornasse alle elezioni provinciali, la gente andrebbe a votare con entusiasmo per riprendersi quel pezzo di sovranità o prevarrebbe il pensiero "ecco altri politici da pagare"?