"Nel tepore del ballo" è un film che ti resta addosso, di quelli che Pupi Avati sa raccontare come pochi: lento, denso, malinconico ma mai sterile, capace di mischiare grottesco e tenerezza con grande naturalezza.
Massimo Ghini interpreta Gianni Riccio, un celebre conduttore TV all’apice del successo che viene travolto da uno scandalo finanziario. In un attimo il mondo dorato degli studi televisivi, delle luci e del potere mediatico gli crolla addosso. Quello che segue è un viaggio profondo e intimo nel suo passato, nelle ferite infantili, nell’assenza dei genitori e nella ricerca di un calore autentico che la fama non ha mai saputo dargli.
Il titolo è bellissimo e perfetto. Quel tepore evoca esattamente la sensazione del film: non un grande fuoco, ma un calore tenue, quasi residuale, quello di un ballo lento in una sala che sta per spegnere le luci. Avati non fa sconti al mondo della televisione, lo mostra vanesio, volgare e posticcio, popolato da personaggi grotteschi con alcuni camei ben azzeccati, ma il suo sguardo resta compassionevole verso gli esseri umani che dentro quel meccanismo cercano comunque di sentirsi vivi.
Ghini è straordinario: invecchiato, stanco, vulnerabile. La scena della doccia in carcere, dove la tinta dei capelli gli cola sul viso, è uno di quei momenti che rimangono impressi. Isabella Ferrari porta una grazia dolente, mentre Giuliana De Sio è semplicemente da standing ovation: la sua conduttrice televisiva è grottesca, vitalissima e tragica allo stesso tempo.
Avati resta fedele alla sua poetica: il confronto con il tempo che passa, con la caducità del successo e con la necessità del dolore per capire chi siamo davvero. Ci sono momenti in cui il ritmo è volutamente sospeso, e qualcuno potrebbe trovarlo lento. Ma è una lentezza cinematografica, che permette ai silenzi e agli sguardi di raccontare più delle parole.
"Nel tepore del ballo" è un film sulla fragilità del successo e sulla possibilità per quanto tenue di ritrovare un abbraccio autentico quando tutto il resto è crollato. Non è il più spettacolare Avati, ma è uno dei più sinceri e maturi degli ultimi anni.