Il testo è semplice ma profondo: immagina il mondo dei giovani come un grande prato verde dove nascono speranze. Poi elenca una serie di comandamenti dell'amore e della convivenza (non tradirli, non deluderli, dargli fiducia, ecc.). È un inno alla fratellanza, alla responsabilità verso i più giovani e a un'idea di amore inteso in senso ampio, quasi utopico, molto tipico del '67.
La melodia è delicata, quasi sognante, con un arrangiamento elegante che la rende molto più raffinata di tante canzonette dell'epoca.
La voce di Morandi qui è calda, sincera e convincente: trasmette speranza senza essere sdolcinata.
Uscita nel 1967 all'interno dell'album Gianni 4, la canzone diventò anche la sigla della trasmissione Rai "Giovani". Rappresenta perfettamente il momento di passaggio dell'Italia dal boom economico agli anni della contestazione. Morandi prova a costruire un ponte tra adulti e ragazzi, parlando di fiducia, rispetto e amore invece che di ribellione pura. Non è la canzone più pop o radiofonica di Morandi, ma è probabilmente una delle sue più mature e belle dal punto di vista testuale. Ha una delicatezza e una purezza che oggi suonano quasi commoventi. Quel messaggio di cura verso le nuove generazioni rimane molto attuale.