Il Viaggia Contactless è l’ennesimo esempio di soluzione pensata al tavolo da gente che probabilmente prende solo Uber o lavora da remoto in un open space vuoto. Immaginano l’utente tipo come un millennial con AirPods, zainetto leggero e carta contactless già in mano, in una stazione deserta. Nella giungla reale invece una mano è aggrappata al sostegno per non volare alla prima frenata secca.
L’altra deve farsi largo tra zaini, passeggini, borse della spesa e corpi incastrati.
Dietro di te c’è già qualcuno che sbuffa perché vuole scendere o salire.
E tu devi estrarre portafoglio/carta/telefono senza far cadere niente tra i sedili o far scattare l’allarme “hai toccato un altro passeggero”.
Risultato? Ansia da prestazione pura. E se il lettore è rotto, sporco o semplicemente non funziona (capita più spesso di quanto si ammetta), addio. Molti turisti e pendolari raccontano esattamente la stessa frustrazione: su bus affollati è un contorsionismo inutile.Il paradosso del “progresso”Una volta il biglietto cartaceo (o l’abbonamento mensile) lo tenevi già in tasca o lo obliteravi in due secondi all’ingresso. Era imperfetto, ma umano. Oggi il sistema snellisce i conti dell’azienda (meno stampa, pagamenti tracciati, “best fare” automatico che ti fa pagare la tariffa più conveniente dopo un po’ di tap), ma complica la vita di chi il bus lo prende davvero tutti i giorni. La tecnologia dovrebbe servire le persone, non il contrario. Invece spesso è il passeggero che deve adattarsi al sistema .E poi c’è la parte relativa all'’evasione tariffaria. Sui bus è un problema cronico da decenni. Controllori pochi e spesso inefficaci, porte aperte da cui sale e scende gente senza nemmeno avvicinarsi al validatore. Molti immigrati (ma non solo: anche italiani, studenti, “furbetti” vari) lo fanno sistematicamente. I dati storici parlano di percentuali di evasione altissime su certe linee, e Arriva Udine ha sempre sofferto di questo “buco” nei ricavi. Il contactless aiuta chi già paga (turisti, pendolari onesti con carta), ma non risolve il problema di chi non ha nessuna intenzione di pagare. Anzi, in alcuni casi rende più evidente il contrasto: uno si fa il contorsionismo per tapparsi, l’altro sale tranquillo e via .Il biglietto cartaceo multicorse rimane un’opzione proprio per questo: più “democratico” e meno dipendente da tecnologia che non sempre funziona nella calca. Però è vero che è una boiata mantenere due sistemi paralleli senza affrontare il nodo vero: enforcement serio (più controllori, tornelli su più mezzi, multe effettive) e magari un po’ di realismo nel design dei sistemi .Cosa servirebbe davvero? Validatori multipli distribuiti meglio sul bus (non solo davanti).
Opzione “tap da remoto” o con app che non richieda di muoversi nella calca.
O, più realisticamente, ammettere che su certi mezzi ad alta densità il contactless puro è una forzatura e tenere il cartaceo come priorità.
E soprattutto, smetterla di fingere che il problema sia solo “modernizzare”: senza controlli decenti, qualsiasi sistema (cartaceo, contactless o teletrasporto) verrà aggirato da chi non vuole pagare.
E'una grande boiata quando il “progresso” peggiora l’esperienza quotidiana per chi è onesto, mentre l’evasione continua indisturbata. Il teletrasporto non ce l’abbiamo, ma un po’ più di buonsenso nella progettazione sì, si potrebbe pretendere.