Nelle periferie di Milano e Napoli, il fatto che molti ragazzi di origine straniera restino fuori dai radar della scuola non è solo un problema di integrazione, ma una vera emergenza sociale. Spesso queste famiglie vivono in un isolamento culturale e materiale dove l’istruzione è percepita come un lusso o un obbligo lontano dalla realtà, mentre l’urgenza di guadagnare subito spinge i giovani verso il lavoro nero o, peggio, verso la criminalità. Per invertire la rotta non servono solo sanzioni, ma una presenza massiccia dello Stato: servono mediatori culturali che entrino nelle case, scuole aperte fino a sera con sport e laboratori, e percorsi professionali che offrano un mestiere vero e immediato. Se la scuola non diventa un’alternativa concreta e vantaggiosa alla strada, continueremo a creare ghetti invece di cittadini. La vera sfida è dimostrare che il diploma vale più di un espediente. E' colpa delle istituzioni troppo assenti o di una chiusura eccessiva delle comunità?