Stevie Wonder dal vivo a Hyde Park nel 2016 è una di quelle cose che ti fanno capire perché certi artisti sono leggende assolute. "Isn't She Lovely" è già di per sé un capolavoro assoluto, scritto dal genio di Detroit per la nascita della sua figlia Aisha: un inno di gioia pura, di amore paterno, di armonia che ti entra nelle vene dal primo secondo. Ma vederlo lì, sul palco di Londra, con quella band pazzesca, il pubblico che canta a squarciagola e Stevie che suona l'armonica come se avesse ancora vent'anni... è roba da brividi. La voce è calda, potente, piena di soul come sempre. Il groove è irresistibile: quel basso che cammina, le percussioni che ti fanno muovere sulla sedia, gli archi e i fiati che entrano al momento giusto per far esplodere tutto .C'è un momento in cui Stevie attacca l'assolo di armonica e il mondo si ferma. È lì che capisci la differenza tra un musicista e un dio della musica. Sembra che stia parlando direttamente con l'universo, e l'universo gli risponde con un applauso oceanico. La versione del 2016 non perde un grammo della freschezza dell'originale del '76, anzi: ha quel sapore live caldo, imperfetto quel tanto che basta per essere umano, ma perfetto nella sua energia collettiva.