MUSICA

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MUSICA
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Patty Pravo è un contrasto stridente tra la realtà biologica e una maschera di eterna giovinezza

Quello che osserviamo in Patty Pravo è un contrasto quasi stridente tra la realtà biologica, fatta inevitabilmente di acciacchi e stanchezza, e una maschera di eterna giovinezza che sembra non voler mai cedere il passo. A 78 anni, il corpo reclama i suoi tempi e le sue fragilità, ma per un’artista che ha fondato la sua intera carriera sul mito della libertà assoluta e della trasgressione, accettare la normalità della vecchiaia può apparire come una scon***** inaccettabile. Non credo si tratti solo di una questione di vendite o di serate, quanto piuttosto di una necessità psicologica di non scomparire: Patty Pravo non è solo una donna, è un’icona che ha scelto di abitare una sorta di dimensione sospesa, dove l'immagine deve rimanere immutabile per non infrangere il sogno. Questa sua ostinazione a voler apparire ventenne può certamente sembrare una forzatura, quasi una lotta contro i mulini a vento, perché manca quella serenità nel mostrare i segni del tempo che spesso rende una persona ancora più affascinante e umana. È probabile che in lei prevalga il desiderio profondo di restare fedele a quel personaggio che ha creato decenni fa, preferendo la fatica di una recita continua alla vulnerabilità di ammettere che, come tutti, anche lei sente il peso degli anni e il bisogno di fermarsi. Alla fine, questa sua "fuga" dal tempo ci restituisce un'immagine algida e forse un po' distante, che se da un lato preserva il mito, dall'altro toglie spazio a quella verità che solo la maturità vissuta con naturalezza saprebbe raccontare.
​Pensi che questa sua scelta di restare "personaggio" sia un modo per proteggersi dalla fragilità che l'età comporta?