Pensare a Caterina Caselli che taglia il traguardo degli 80 anni
Pensare a Caterina Caselli che taglia il traguardo degli 80 anni significa ripercorrere un pezzo di storia che ha cambiato il modo di intendere la musica e l'imprenditoria in Italia.
Il passaggio da "Casco d'oro" a "Signora della musica" è stato tutt'altro che banale.
Caterina Caselli è l'esempio perfetto di chi non è rimasto prigioniero del proprio mito. Molti artisti della sua generazione hanno continuato a riproporre gli stessi successi per decenni; lei ha avuto il coraggio e la lungimiranza
di smettere al culmine. Si è ritirata dalle scene giovanissima, nel 1975, trasformando la nostalgia in un motore per il futuro.
Ha scoperto artisti come Andrea Bocelli, Elisa, i Negramaro e Madame. Senza di lei, il panorama musicale italiano degli ultimi trent'anni sarebbe stato molto più povero.
Vederla oggi trasmette l'idea di una donna che ha saputo invecchiare con estrema eleganza, non solo estetica ma intellettuale. C'è una citazione famosa nel settore che dice: "Caterina non ascolta la musica con le orecchie, la ascolta con il naso", per indicare il suo fiuto infallibile. Arrivare a 80 anni con questa lucidità e questo peso specifico nell'industria dimostra che la curiosità è il vero segreto della giovinezza.
Queste dive che arrivano agli 80 anni ci fanno pensare a quanto sia cambiato il mondo. Quando cantava Nessuno mi può giudicare nel 1966, portava una ventata di ribellione in un'Italia ancora molto conservatrice. Oggi, vederla gestire artisti giovanissimi crea un cortocircuito affascinante: è la dimostrazione che il talento e la visione non hanno scadenza.
Vederle arrivare a questo traguardo fa un po' di "brivido", forse perché ci ricordano la velocità con cui scorre il tempo, ma allo stesso tempo ci rassicurano sul fatto che si può restare protagonisti della propria vita in modi sempre nuovi.