MUSICA

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Dori Ghezzi: "Ho lasciato libero Fabrizio De Andrè sennò l'avrei perso".

Dori Ghezzi: «Ho lasciato libero Fabrizio De Andrè sennò l'avrei perso. Mia Martini? Come una sorella»
Dori Ghezzi festeggia 80 anni. Li festeggia aprendo il suo cuore al settimanale F. Lo fa cominciando da Fabrizio De Andrè: «Con me si è aperto in modo sorprendente, dichiarando il suo amore, a un mio compleanno, davanti a Mina e a Ornella Vanoni. Aveva deciso».
Una persona riservata che si scontra con un lavoro dà grande visibilità. Di sicuro, racconta, nel momento in cui decidi di cantare, «è giusto condividere parte della tua vita con il pubblico, cercando poi di salvaguardare una zona privata, che il pubblico è il primo a capire». Poi «quando ho smesso di cantare, ero già diventata mamma, vivevamo in Sardegna in una azienda agricola che curavamo direttamente, e dal momento che lui si era convinto a continuare a fare concerti, ho preferito selezionare le priorità, perché non potevo fare tutto nel modo ideale». La musica l'ha vissuta grazie a suo zio Piero che suonava la chitarra. «Fu lui a iscrivermi a un concorso canoro, che vinsi giovanissima e che mi diede diritto a una audizione radiofonica. Da lì iniziò tutto». E «oggi penso che ogni cosa sia successa perché dovevo incontrare Fabrizio».
Il rapporto con De Andrè
Il segreto di un amore così forte? A F ammette che «se hai il terrore di perdere un uomo e non lo lasci libero, farà di tutto per andarsene. Noi abbiamo sempre creduto nella libertà, perché abbiamo provato che cosa significa vedersela togliere. Può essere legittimo sentirsi gelosi, ma è umiliante dimostrarlo».
Al "Residence Ghezzi" sono passati in tanti. «Anche Mia Martini, con cui anni dopo siamo diventate sorelle, spesso veniva a casa, o mi chiamava quando era triste. La sgridavo: "Dimmi quello che vuoi, ma se piangi non mi chiamare più". Allora mi raccontava i suoi dispiaceri ridendo».
Arrivati a 80 anni Dori Ghezzi può dire che questa «non è del tutto la vita che voleva. Mi chiedo spesso come sarebbe andata seguendo altre strade. Magari Fabrizio sarebbe venuto con me in America. Sarebbe stata una grande occasione internazionale, soprattutto per lui».