Veneziani è sempre tagliente e utile quando fa da coscienza critica della destra. Però a volte rischia di essere troppo pessimista o di non pesare abbastanza i vincoli reali (debito pubblico, posizione geopolitica, forze armate limitate). L’autonomia non si improvvisa: serve tempo, alleati flessibili e una classe dirigente all’altezza (che, come dice lui stesso, spesso manca). Si può concordare. Il suo invito a meno sudditanza (USA e non solo) e più autocritica è sano e realista. È la stessa linea che abbiamo discusso finora: interesse nazionale prima di tutto, Europa delle nazioni, niente vassallaggi.