MUSICA

​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​
​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​
​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​
​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​

Parliamo dei nostri gusti musicali

​​​​​​​

​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​

​​​​​​​​​​​​​​
​​​​​​​





​​​​​​​​​​​​​​
​​​​​​​

​​​

MUSICA
Start a New Topic 
Author
Comment
Conte: può anche vincere le primarie del “campo largo”

Conte: può anche vincere le primarie del “campo largo” (i sondaggi IZI e Noto di questi giorni lo danno tra il 36% e il 43% tra gli elettori progressisti, grazie soprattutto al voto compatto del M5S e a qualche incursione da Pd e Avs post-referendum), ma riuscire a diventare di nuovo Presidente del Consiglio è tutta un’altra storia
La gestione della pandemia (governo Conte II, 2020-2021) resta uno dei suoi talloni d’Achille più pesanti presso l’elettorato moderato e centrista, e anche presso una fetta di ex elettori 5 Stelle.
Cosa viene ricordato di più e criticato:
Lockdown nazionale prolungato e rigido: fu una scelta drammatica e sofferta (l’Italia fu tra i primi in Europa a chiuderlo), ma molti criticano i ritardi iniziali nel comprendere la gravità, la gestione caotica delle zone rosse (Codogno e dintorni), le task force che si sovrapponevano, e soprattutto la comunicazione altalenante.
Errori di comunicazione e promesse ottimistiche non sempre mantenute.
Flop su alcuni fronti pratici (banchi a rotelle, app Immuni che non ha funzionato granché, ritardi su alcuni ristori).
La narrazione “eroica” che a volte il governo diede di sé, mentre il bilancio umano fu pesantissimo (soprattutto in Lombardia e nelle regioni più colpite).
Il problema per Conte non è tanto la “colpa oggettiva” (che si può discutere all’infinito), quanto la percezione che è rimasta impressa in una larga parte dell’opinione pubblica: l’immagine di un premier che ha gestito una crisi enorme con un misto di improvvisazione, centralismo burocratico e un po’ troppa retorica .
L’elettorato del centrosinistra “duro” (quello che va alle primarie) gli perdona quasi tutto o lo ricorda con nostalgia (“l’avvocato del popolo”).
Ma per vincere le elezioni politiche nazionali serve allargare il consenso oltre quel perimetro: moderati, ceti medi, Nord produttivo, elettori spaventati dal “salto nel buio” o che ricordano male il 2020-2021.
Il centrodestra non mancherà di ricordargli ogni giorno “i due governi Conte”, le chiusure, i danni economici, le imprese in difficoltà, ecc. È un attacco che funziona ancora.
In sintesi: sì alle primarie, Conte può vincerle (soprattutto se aperte e “di popolo”, come chiede lui). Ma trasformarle in una vittoria elettorale nazionale nel 2027 è un altro paio di maniche. La memoria della pandemia, unita al suo stile molto “giuridico-burocratico” e alla debolezza strutturale del M5S fuori dal Sud, resta un ostacolo grosso.