No, non è vero che l’Ucraina ha invaso uno Stato sovrano e che Putin avesse ragionissimissima.
No, non è vero che l’Ucraina ha invaso uno Stato sovrano e che Putin avesse ragionissimissima. L’Ucraina non ha invaso nessuno. È stata la Russia a occupare militarmente la Crimea nel febbraio 2014 con truppe senza insegne (“omini verdi”) e ad annetterla dopo un referendum svolto sotto occupazione militare. Quel referendum è stato dichiarato illegale e invalido dall’Assemblea Generale dell’ONU con 100 voti a favore, 11 contrari e 58 astenuti, perché violava la Costituzione ucraina e i principi di integrità territoriale.
L’Ucraina aveva una legge ordinaria di non-allineamento approvata nel 2010 sotto il presidente filorusso Yanukovych, non un impegno costituzionale “perpetuo” o un trattato bilaterale che condizionasse la sua indipendenza. Un paese sovrano può cambiare la propria politica di difesa, soprattutto dopo un’aggressione esterna. La Russia stessa aveva riconosciuto i confini ucraini nel Budapest Memorandum del 1994 (firmato anche da USA e Regno Unito), in cambio della rinuncia ucraina alle armi nucleari ereditate dall’URSS. La Russia ha violato quel memorandum annettendo la Crimea e invadendo nel 2022.
“Colpo di Stato USA” e i 5 miliardi di Nuland. La frase di Victoria Nuland si riferiva a oltre 5 miliardi di dollari spesi dagli USA dal 1991 al 2013 per promuovere democrazia, riforme, società civile e lotta alla corruzione in Ucraina (non per finanziare direttamente le proteste del 2014). Euromaidan è nata come protesta popolare di massa contro la corruzione di Yanukovych e il suo rifiuto improvviso dell’accordo di associazione con l’UE, sotto forti pressioni russe (anche energetiche). La telefonata leaked “**** the EU” mostra un’ingerenza americana nella formazione del governo di transizione (reale e criticabile), ma non trasforma una rivolta popolare con decine di morti tra i manifestanti in un semplice “colpo di Stato orchestrato dagli USA”. Yanukovych è fuggito in Russia dopo aver firmato e poi violato un accordo mediato dall’UE.
Zelensky ha vinto nel 2019 con un forte messaggio di pace e dialogo per risolvere il conflitto nel Donbass (dove dal 2014 c’erano combattimenti con separatisti sostenuti, armati e diretti dalla Russia, con circa 14.000 morti fino al 2022). Ha provato a negoziare (formato Normandia, Minsk), ma gli Accordi di Minsk non sono mai stati pienamente attuati: violazioni del cessate il fuoco da entrambe le parti, ma soprattutto la Russia non ha mai accettato un reale reintegro delle regioni sotto sovranità ucraina e ha negato il proprio ruolo diretto fino al 2022, quando ha riconosciuto unilateralmente le repubbliche e ha lanciato l’invasione su vasta scala. Le accuse di “genocidio” contro i russofoni non sono state certificate da alcuna organizzazione internazionale indipendente.
La Russia ha violato il diritto internazionale e i trattati che aveva firmato per impedire all’Ucraina di scegliere liberamente il proprio orientamento (europeo o neutrale). Ci sono state ingerenze occidentali, errori ucraini, nazionalismi e mancate promesse (anche da parte di Zelensky), ma queste non trasformano l’aggressore in vittima né giustificano l’uso della forza militare per cambiare i confini di uno Stato sovrano riconosciuto. La narrazione che “l’Ucraina ha invaso” inverte completamente aggressore e aggredito. Putin aveva le sue ragioni di potenza e sicurezza imperiale russa, ma non aveva ragione secondo il diritto internazionale e i principi di sovranità che la Russia stessa aveva accettato.