La canzone è un duetto vero, non due voci che cantano insieme per caso: Paoli e Vanoni si passano le strofe come se stessero davvero camminando per le creuze di Boccadasse, ricordando una casa sul mare che forse è esistita davvero. Paoli ci ha vissuto per anni, proprio lì dove nacque anche “La gatta”. E' leggera, quasi estiva: un giro di accordi morbido, pianoforte e archi discreti, un ritmo calmo che fa pensare a una brezza ligure. Non c’è dramma, non c’è tragedia: c’è solo il piacere dolceamaro di ricordare senza rimpiangere. Come diceva lo stesso Paoli all’epoca: «Il ricordo non deve essere nostalgia, quello è roba da rassegnati».