MUSICA

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​​​​​​​Parliamo dei nostri gusti musicali


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Quando Mina decide di incidere un classico napoletano come "Accarezzame"

Quando Mina decide di incidere un classico napoletano come "Accarezzame" (Nisa e Pino Calvi, 1954), lo fa con una maturità vocale che trasforma il brano in qualcosa di quasi privato, quasi sussurrato. Registrata nel 2021 con la stessa formula live in studio delle sessioni 2001, questa versione arriva come bonus inedito in una ristampa che già di per sé è un evento per i fan. La voce di Mina, a oltre 80 anni, non è più quella cristallina e stratosferica degli anni '60-'70. Si è fatta più roca nei bassi, più fragile nei passaggi intimi, e proprio qui sta la magia: invece di nascondere l'età, la usa. Il testo sensuale ("Accarezzame 'ncopp' 'e llà addó' ce vede sulamente 'a luna...") diventa quasi una confessione, un invito accennato. Quando arriva sul "Io cchiù t'astrégno e cchiù te faje vicino", lo rende lento, vellutato, con quel leggero vibrato che sembra un respiro trattenuto. L'arrangiamento è minimalista ma perfetto: una chitarra acustica discreta, un contrabbasso che pulsa piano, qualche tocco di percussioni leggere e fiati che entrano solo quando serve per dare calore. Niente orchestre gonfiate, niente elettronica. È napoletano puro, ma filtrato attraverso la lente jazz-blues che Mina ha sempre amato. Rispetto alle versioni storiche (Teddy Reno, poi tanti altri) brilla per intensità emotiva. Qui sceglie la sottrazione, e funziona alla grande.