Paradiso si inchina a Luca Carboni: "Ha ispirato generazioni"
Paradiso si inchina a Luca Carboni: "Ha ispirato generazioni"
Duetto (inter)generazionale ieri a Roma, durante il concerto del cantautore bolognese.
Di Mattia Marzi
Lo ha definito il «padre dell'indie italiano» e per lui nel 2015, ancor prima che io suoi Thegiornalisti diventassero un fenomeno mainstream, co-firmò quella "Luca lo stesso" che rilanciò il cantautore bolognese in classifica. E ieri sera Tommaso Paradiso ha raggiunto a sorpresa Luca Carboni sul palco del Palazzo dello Sport di Roma, dove la voce di "Farfallina" si stava esibendo con il terzo concerto della serie che segna il suo ritorno sulle scene dopo la malattia (nel 2022 gli fu diagnosticato un tumore al polmone, sconfitto tra operazioni e una lunga terapia). L'ex frontman dei Thegiornalisti si è letteralmente inginocchiato ai piedi del cantautore bolognese, davanti ai 7 mila spettatori del palasport capitolino, duettando con lui prima sulle note di "Luca lo stesso" e poi raggiungendolo di nuovo sulle note di "Mare mare". «Ha ispirato intere generazioni. Compresa la mia», ha detto Paradiso.
Non è la prima volta che Tommaso Paradiso omaggia Luca Carboni. I due avevano duettato già nel 2016, al Teatro degli Arcimboldi di Milano, proprio su "Luca lo stesso". Pochi mesi dopo il cantautore bolognese si era presentato a sorpresa al concerto dei Thegiornalisti al Forum di Assago. Ancora un altro duetto nel 2019, al concerto dei Thegiornalisti al Circo Massimo di Roma, che segnò l'apice del successo del trio romano prima dello scioglimento, davanti a 45 mila spettatori.
Tommaso Paradiso ha citato Luca Carboni anche in una delle canzoni contenute nel suo ultimo album "Casa Paradiso", uscito lo scorso autunno e ripubblicato in versione deluxe in occasione della partecipazione del cantautore romano al Festival di Sanremo con "I romantici". Il brano in questione è "Forse", in cui Paradiso canta: «Farsi dei viaggi giganti ascoltando Carboni. Restando immobili a fissare io il soffitto, tu il muro. E immaginarsi altrove. Con dei figli e delle creme».
Carboni è stato eletto in tempi non sospetti padre putativo a tutti gli effetti della generazione "indie", quella di cui Tommaso Paradiso è stato uno degli artisti più influenti, per aver anticipato tematiche, sonorità e uno stile cantautorale che unisce pop, intimismo e leggerezza, lo stesso che cha caratterizzato le canzoni della nuova scena italiana. A suggellare il legame, dopo la collaborazione con Paradiso per "Luca lo stesso", ci ha pensato nel 2018 l'album "Sputnik", l'ultimo pubblicato dal cantautore bolognese: c'erano, tra le altre, canzoni firmate da Calcutta, Gazzelle e Giorgio Poi. «Questa terza generazione mi ha insegnato tanto. Sono ragazzi attenti ai testi e al linguaggio, tutti a un livello molto alto di scrittura», spiega lui.
Dopo lo show dello scorso autunno al Forum di Assago e quello di gennaio a Bologna, la serie "Rio Ari O", così come Carboni ha battezzato la tournée del suo ritorno (il titolo del tour richiama il vocalizzo con il quale si apriva nel 1984 l’album d’esordio "Instanto Dustin Hoffman non sbaglia un film"), proseguirà fino a settembre inoltrato (qui tutte le date).