MUSICA

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​​​​​​​Parliamo dei nostri gusti musicali


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La Bonaccorti ha compiuto un’operazione culturale e poetica straordinaria

In un’epoca in cui i testi pop erano spesso leggeri, la Bonaccorti ha compiuto un’operazione culturale e poetica straordinaria. Per Amara terra mia, non si è limitata a scrivere una canzone, ma ha preso un antico canto popolare abruzzese (Addije, addije amore) e lo ha trasformato in un manifesto universale. Come paroliere, Enrica aveva il dono della sintesi. In Amara terra mia, ogni parola è pesante come una pietra: cieli infiniti e volti come la terra. Non c'è retorica, c'è solo la verità cruda dell'abbandono e della nostalgia. La modernità nel classico: Pur trattando il tema dell'emigrazione e della terra, è riuscita a rendere il testo senza tempo. La lontananza che descrive non è solo geografica, ma è una condizione dell'anima. Scrivere per un gigante come Modugno richiedeva una forza incredibile. Lei è riuscita a domare l'impeto di Domenico con testi di una raffinatezza estrema, obbligandolo a una misura interpretativa diversa, più profonda e meno gridata. Se Modugno era il grido della terra, Mina è il pianto composto di chi guarda quella terra allontanarsi dal ponte di una nave. L'interpretazione di Mina esalta ogni singola sillaba scritta dalla Bonaccorti, rendendo giustizia a un'autrice che ha saputo unire la cultura popolare alla grande poesia d'autore. Postare questo video oggi è il modo più nobile per ricordare che Enrica Bonaccorti non è stata solo una signora della TV, ma una delle penne più sensibili e profonde della nostra musica.