È un pezzo che si inserisce perfettamente nello spirito maturo e riflessivo di questo Opera: voce bassa, un po' narrante, con quell'inconfondibile vibrato che ti graffia l'anima. Il titolo già dice tutto . Ha un sapore di disincanto elegante, quasi filosofico, come a dire "la vita va, le cose passano, e allora?"E' intimista, con arrangiamenti puliti (archi discreti, un ritmo medio che lascia spazio alla voce), e un testo che parla di accettazione, forse di un amore finito o di un momento di bilancio esistenziale. Tipico Patty 2026: zero patetismo, tanta classe e un filo di ironia amara.