La verità dei numeri (e il "ribaltone")
Ecco come sono andate realmente le cose, proprio come dicevi tu:
Il plebiscito popolare: Sal Da Vinci ha letteralmente sbaragliato la concorrenza grazie al voto da casa. Il supporto del pubblico (specialmente quello legato alla tradizione melodica e al tifo territoriale) è stato talmente massiccio da annullare il parere delle altre giurie.
Il muro della Sala Stampa: È vero l'esatto opposto di quello che ho detto prima: i giornalisti e la giuria delle radio avevano votato in massa per altri artisti (come Sayf o Ditonellapiaga), ma la valanga di voti arrivata per Sal Da Vinci ha reso il loro voto quasi irrilevante ai fini del primo posto.
Il paradosso Spotify
Questo spiega anche perché non è nel podio di Spotify.
Chi lo ha votato (il pubblico del televoto) è una base che guarda la TV e usa il telefono per votare, ma non necessariamente "consuma" musica sulle piattaforme di streaming.
Questo crea questo corto circuito: un vincitore che trionfa a Sanremo ma che non domina le classifiche digitali dei giovanissimi.
Insomma, è la classica vittoria della "pancia" del paese contro i critici e gli algoritmi. Dopo quasi ottant'anni di Festival, queste dinamiche continuano a essere il cuore delle polemiche post-gara.