MUSICA

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MUSICA
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Oppeneer - 2

Jan Oppeneer
Paolo Driussi , questo tipo di festival esiste per le masse. Se la canzone piace a loro, vincerà sicuramente. Lo stesso vale per l'Eurosong Festival (con una differenza: motivazioni politiche o rapporti amichevoli). Certo, ci saranno più canzoni più sofisticate, meglio cantate e con una voce migliore, ma deve piacere alle masse. Mamma Maria dei Ricchi e Poveri non è una gran bella canzone, ma tutti gli italiani, giovani e meno giovani, la conoscono (anche all'estero) e probabilmente piace molto all'80% degli italiani o più! In secondo luogo, quante persone sopra i 40/50 anni partecipano a una votazione telefonica? Solo una piccola percentuale, ancora una volta, le masse vincono. Sebbene un gruppo di autori, compositori ecc. abbia scritto la canzone e la musica, non lo fanno per dimostrare quanto sono bravi, ma per vincere. Conoscendo il settore e cosa piace alla gente. Quando gli ABBA vinsero il concorso, i critici cercarono di distruggerli. Era musica semplice e facile che non meritava alcuna attenzione. In seguito, quando realizzarono dei documentari sul gruppo, la gente del mondo della musica rimase sorpresa da quanto fossero sofisticate, articolate e ben pensate le canzoni, per niente facili o pigre.
3 h
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Paolo Driussi
Jan Oppeneer Ciao Jan, sono d’accordo con te al 90%. Sanremo (e in misura ancora più estrema l’Eurovision) è prima di tutto una gara di consenso popolare, non un concorso di bellezza musicale o tecnica. Vince quasi sempre chi “prende di più la gente”, chi fa cantare sotto la doccia, chi resta in testa dopo due ascolti, chi fa emozionare o ballare le masse. Mamma Maria è l’esempio perfetto: non sarà un capolavoro di complessità armonica, ma è una canzone che ha attraversato generazioni, la cantano ancora tutti (persino all’estero dopo 40 e più anni) e ha funzionato proprio perché era immediata, allegra, ripetitiva nel modo giusto. Non a caso i Ricchi e Poveri la usano ancora oggi come arma micidiale nei live. Stesso discorso per gli ABBA: dopo Waterloo i critici “seriosi” li massacrarono (“musica da ascensore”, “commerciale”, “usa e getta”), soprattutto in Svezia li trattarono quasi da venduti. Poi, col senno di poi, si è scoperto che le loro canzoni erano piene di armonie raffinatissime, modulazioni intelligenti, testi studiati. Ma all’epoca contava poco: piacevano alle masse . Boom planetario. Sul televoto hai centrato il punto: sopra i 45-50 anni pochissimi chiamano o votano online. Il grosso del televoto lo fanno under 35-40 (spesso anche under 25), quindi premia tendenzialmente radio, TikTok, tormentoni estivi, pezzi emotivi-diretti o “urlati” che si viralizzano facilmente. Le giurie demoscopiche e della sala stampa cercano di bilanciare (quest'anno non l'hanno fatto ) Detto questo, ogni tanto il sistema si “auto-corregge”: capita che una canzone più curata vinca lo stesso (perché piace anche al pubblico giovane, o perché spacca nelle giurie radio-stampa), oppure che un pezzo super-pop venga penalizzato se è percepito “troppo telefonato”. Ma in linea di massima sì: gli autori-compositori bravi lo sanno benissimo e scrivono apposta per colpire l’orecchio medio italiano (o europeo), non per vincere un Grammy o impressionare i prof di conservatorio. Alla fine è anche questo il bello (e a volte il brutto) di questi festival: sono lo specchio di cosa piace davvero alla gente in quel momento storico, non di cosa “dovrebbe” piacere.