MUSICA

​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​
​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​
​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​
​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​
​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​

​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​
​​​​​​​​​​​​​​
​​​​​​​



​​​​​​​Parliamo dei
nostri gusti musicali
​​​​​​​

​​​

MUSICA
Start a New Topic 
Author
Comment
La frase di Cazzullo ha funzionato da miccia perfetta per far esplodere il dibattito

La frase di Cazzullo ha funzionato da miccia perfetta per far esplodere il dibattito.
Il giornalista piemontese ha espresso un giudizio molto duro sul pezzo, definendo "Per sempre sì" la canzone più brutta della storia del Festival (o, a essere generosi, paragonabile a qualcosa di Checco Zalone, ma scritto sul serio e non per parodia). "Per sempre sì potrebbe essere la colonna sonora di un matrimonio della camorra".
Cazzullo contestualizza la critica dicendo che il brano gli appare banale e scontato, lontanissimo dallo spirito di classici come "Nel blu dipinto di blu" di Modugno, e lo usa per lanciare una riflessione più ampia sul Paese dove chiunque può fare qualsiasi cosa, includendo anche la vittoria a Sanremo di un pezzo che a suo avviso non avrebbe passato le selezioni settant' anni fa.La frase sulla camorra ha scatenato un polverone enorme sui social e sui media. Molti napoletani e fan di Sal Da Vinci l'hanno letta come un'offesa stereotipata e discriminatoria verso il Sud e la cultura popolare napoletana, accusando Cazzullo di pregiudizio anti-meridionale.
Altri hanno difeso la stroncatura come legittima opinione critica sulla qualità musicale (banale, melensa, da "tamarrata"), pur riconoscendo che il riferimento alla camorra era eccessivo o evitabile.
Sui social girano meme ironici, come battute sul "fan club di Secondigliano" o sul fatto che a un vero matrimonio camorrista suonerebbero altro (tipo Gianni Celeste), e commenti che bollano la polemica come ennesima divisione Nord-Sud.
Cazzullo ha poi chiarito in interviste (ad esempio a Radio Kiss Kiss Napoli e in tv a "La volta buona") che la parte sulla camorra era «una battuta», che ama Napoli e la sua musica (da Pino Daniele in giù), ma proprio per questo non apprezza lo stile di Sal Da Vinci, che vede come un "Sud melenso". Ha ribadito di non essere mai stato a un matrimonio camorrista, ma il chiarimento non ha spento del tutto le polemiche. In sintesi, è l'ennesimo caso in cui Sanremo genera divisioni: da un lato chi celebra la vittoria popolare e la voce potente di Sal Da Vinci (un classico tormentone da matrimonio/festa), dall'altro chi vede nel pezzo un passo indietro rispetto a edizioni più ricercate.