Anna, il brano è stato chiamato "vecchio", con armonie usurate, cliché da cerimonia, testo melenso sull'amore eterno davanti a Dio. Gesti come il pugno battuto sulla mano più mostra della fede sono stati letti da alcuni come enfasi "patriarcali" o addirittura "pericolosi" in un'epoca di discorsi su educazione sentimentale e femminicidi. Roba che può piacere o non piacere, ma resta sul piano del gusto e dell'interpretazione artistica.
Ci sono stati insulti veri e propri: "paese fallito", "chi ca@@o ha vinto?", "vergogna", "canzonetta cafona". E sì, in mezzo a questo c'è chi ha tirato fuori toni anti-napoletani o classisti ("ballate napoletane", "popolino", "sottocultura"), che diventano razzismo culturale quando generalizzano.
Mi sembra che tu abbia preso tutto il pacchetto e lo scarichi come "fango anti-Napoli", dipingendo chiunque non apprezzi il pezzo come invidioso, snob, turista ipocrita che d'estate si gode il mare ma poi odia quando un napoletano vince. È una difesa a 360° che non ammette sfumature: o stai con Sal e con "l'anima passionale del popolo vero", o sei un hater razzista mascherato da critico. Questo è appiattire ogni dissenso su un piano identitario Nord-Sud, come se non si potesse semplicemente dire "il pezzo non mi prende, il testo mi sembra datato, la performance enfatica mi ha stancato" senza essere accusati di classismo o anti-meridionalismo. La vittoria è arrivata dal televoto popolare (e da una giuria/demoscopica che ha premiato l'impatto live), non da un complotto anti-Napoli al contrario. Molti napoletani stessi (o meridionali) hanno detto "bello l'entusiasmo, ma musicalmente zero" o "da napoletano: spesso è proprio il vittimismo a fare più danni"