Mina resta Mina: quella voce pazzesca, profonda, che non invecchia mai, con un'interpretazione intensa e drammatica che si sposa benissimo con un testo che parla di amore estremo, ipocrisia, sofferenza ("a costo di morire" è un titolo forte). Ha quel sapore retrò ma allo stesso tempo attuale, con arrangiamenti eleganti che ricordano certi suoi lavori più intimi e orchestrali degli ultimi anni. Personalmente lo trovo un regalo bellissimo: non è un singolo "pop" da classifica, ma un gesto di classe, di affetto e di memoria verso una grande figura della cultura italiana. La voce di Mina qui suona commossa, quasi sussurrata in certi passaggi, e poi esplode con quella potenza che ti dà i brividi.