"Il male necessario" è un brano che divide molto. Quando si mettono insieme due mondi così distanti come il pop-rock melodico e disperato di Marco Masini e il rap-pop di Fedez il rischio dell'effetto "mattone" è altissimo.
Da un lato c'è Fedez che usa spesso un tono quasi parlato o strozzato, dall'altro Masini che ha fatto della voce graffiata e potente il suo marchio di fabbrica. Insieme, invece di completarsi, spesso sembrano lottare per dominare l'attenzione, creando un cortocircuito sonoro che può risultare stancante per l'orecchio.
Spesso queste collaborazioni nascono più a tavolino che per un'urgenza artistica. L'obiettivo è unire i fan storici di Masini con i giovanissimi che seguono Fedez. Il risultato è una via di mezzo che rischia di non accontentare nessuno perchè per chi ama la
melodia classica la base è troppo moderna ed elettronica, mentre
per chi ama il rap il testo e l'impostazione sono troppo melodrammatici.
La struttura del brano è circolare e ripetitiva, il che spiega la sensazione di litania. Il tema del "male necessario" è un cliché della musica italiana che, se non viene trattato con una freschezza particolare, finisce per sembrare pesante e già sentito.
Probabilmente molti apprezzano proprio quel senso di dramma collettivo o si lasciano trasportare dal ritmo radiofonico, ignorando la profondità del testo o l'armonia vocale. In fondo, la musica oggi è diventata molto "usa e getta", e brani come questo sono pensati per scalare le classifiche in fretta, anche a costo di risultare sgradevoli a un ascolto più attento e critico.