Ho appena ascoltato "Ho vent'anni con te" su consiglio dell'amico Massimo Armellini. E' un brano che resta fedelissimo allo stile di Cocciante, senza inseguire mode contemporanee: un ritorno alle origini con eleganza matura. La melodia è avvolgente, intensa e cantabile, con linee ampie e drammatiche che ricordano i suoi classici, ma più pacate e riflessive. Cresce gradualmente e il refrain si stampa in testa per la sua emotività diretta. L'arrangiamento è orchestrale delicato ma ricco: pianoforte protagonista, arioso e riflessivo, archi che entrano a sostenere l'emozione senza sovrastare, una ritmica soft e discreta. La voce di Cocciante a ottant'anni conserva calore, potenza e una fragilità toccante. A me ricorda vagamente "Margherita" anche se non c'è un'eco diretta (quella era più sinfonica ), ma condivide lo stesso approccio teatrale e melodico-romantico. In "Ho vent'anni con te" è più intimo e meno esplosivo, da passione giovanile tormentata a serenità conquistata. E' un pezzo autentico e senza tempo, che suona come un testamento musicale dolce e dignitoso. Non rivoluziona nulla, ma non ne ha bisogno. Un unicum nel panorama attuale, dove quasi nessuno osa più fare canzoni così classiche e belle.