MUSICA

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MUSICA
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Il Diana

L'ultimo brandello di un pezzo di storia del cinema minore (e anche di storia udinese) se ne va: chiude il cinema Diana, in via Cividale a Udine, uno degli ultimi cinema a luci rosse rimasti in Italia. Aveva resistito come il generale Custer, prima alla fine delle caserme locali dopo la guerra fredda (i militari erano il pubblico che riempiva la sala), poi alla falcidia dei cinema a luci rosse in tutt'Italia, uccisi dal porno online. Perfino al Covid, chiudendo e poi riaprendo. Era il residuo di un'epopea di film magari non belli (il problema del porno è che non è mai riuscito a costruirsi come genere) ma se non altro dai titoli memorabili, da "L'invasione degli ultraporchi" a "La caricano in 101" (sono fra i pochi che si possono citare su FB).
E prima delle luci rosse, nella sua lunga storia, era stato un cinemino di terza visione. Ricordo ancora, da ragazzino aspirante cinefilo, di essere stato respinto con perdite in un tentativo di mentire sull'età per vedere "Divorzio all'italiana" di Germi, V.M. 16 (sì, c'era anche quello!).
"Où sont les neiges d'antan?" (e chissà come lo avrebbero trasformato, questo, i titolisti di quell'epoca irripetibile).