MUSICA

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Parliamo dei nostri gusti musicali

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Valerio Staffelli: "Mike Bongiorno spaccò il Tapiro, Celentano fu il più difficile"

Valerio Staffelli: «Mike Bongiorno spaccò il Tapiro, Celentano fu il più difficile. Mia moglie Matilde mi tiene con i piedi per terra»
© Redazione
La voglia di arrivare a Valerio Staffelli, lo storico inviato di Striscia la notizia, non è mai mancata. «La tv mi piaceva da morire, era quello che volevo fare». E fin da piccolo, dall'età di 14 anni, si è dato da fare. Prima con le piccole emittenti radiofoniche locali. Il primo vero salto lo deve però a Diego Abatantuono. Si proprio lui. «Quella con Diego è un’amicizia forte e con lui ho girato la prima situation comedy italiana, Diego 100%: per quattro mesi ho interpretato un personaggio in onda su una tv nazionale, Euro TV. Solo più tardi quando Diego, Paolo Rossi e Salvatores costituirono la Colorado Films fui coinvolto in Kamikazen – Ultima notte a Milano e Nirvana . Gli anni passavano e sulla mia strada arriva Umberto Smaila».

Un altro capitolo importante della sua vita che racconta in un'intervista a La Stampa. «Nacque il suo locale, lo Smaila’s, le estati inSardegna, la tv del pomeriggio, le serate che mi insegnarono cos’era il ritmo della televisione. Per un bel po’ ho continuato a darmi da fare finché arrivò Scherzi a Parte: il colloquio con Davide Parenti (il deus ex machina) fu pazzesco e da lì settanta scherzi in tre edizioni».

Striscia la Notizia
Tanti altri programmi fino alla chiamata di Antonio Ricci. «Era il 1996. Mi dice: “Vuoi fare l’inviato?Non ci pensare: ho un servizio per te”. (...) Ero al settimo cielo. Mi fiondai a Roma da Enzo Siciliano: era il presidente della Rai e non voleva farsi intervistare. Ricordo che corse in macchina per evitarmi e mi chiuse la mano nella portiera. Mi misi a urlare, ma ormai le mie dita erano rosse come salsicce, ma ancora attaccate alla mano. Non sapevo come dirlo a Ricci. (...) Ho pensato che la mia carriera da inviato sarebbe finita lì. Al contrario, Ricci al telefono disse: “Come stai? Bene? Sei riuscito a riprendere tutto? Ci sono le immagini della mano nella portiera? Sì? Beh, allora benvenuto nella grande famiglia di Striscia”».

Il Tapiro d'oro
Poi arrivò anche il Tapiro d'oro. In carriera ne ha consegnati più di 1500. «Con Mike Bongiorno fu durissima: stizzito, spaccò il Tapiro e il suo bodyguard la telecamera, ma Ricci disse: “Ti avevo detto di non farlo arrabbiare”. E io: “Fidati, le immagini fanno ridere ed entreranno nella storia di questo programma”. Ricci le vide e mi diede ragione».

A La Stampa confessa che la consegna più emozionante è stata a Diego Armando Maradona, la più difficile ad Adriano Celentano. Poi ci sono le reazioni, le aggressioni violente. «Il naso rotto da Fabrizio Del Noce, il calcio nelle mie parti intime dai Sottotono, gli ospedali, i rischi... Le difficoltà non sono mancate eppure non ho mai pensato, nemmeno per un secondo, di mollare».

La famiglia
E se non ha mai mollato è merito anche della sua famiglia: «Dal 1994 sono sposato con Matilde: la famiglia mi tiene a terra, mi dà equilibrio, mi ricorda cosa conta. I figli Riccardo e Rebecca sono adulti: Rebecca lavora nei media. Nel nostro mondo - le dico sempre - servono equilibrio, educazione, versatilità». Il futuro? «Ora voglio godermi il Festival e prendermi una vacanza dopo mesi di duro lavoro», poi si vedrà...