È un disco che arriva in un momento d’oro per lei: reduce dal successo di Mina (1971) e dal programma TV Teatro 10, Mina pubblica questo LP che prende il nome dal catalogo PDU PLD 5043 (una trovata geniale e autoironica, quasi un codice interno). La copertina originale uscì in quattro varianti colore (verde, marrone, rossa, viola), una prima volta in Italia per un album..
Il disco è un mix perfetto tra la Mina matura post-Swinging Sixties e quella che già guarda avanti: arrangiamenti curatissimi (Pino Presti su tutti), voce inarrivabile che passa dal sussurro al dramma in un secondo, e una selezione di pezzi che alterna ballad struggenti, cover azzeccatissime (King, Taylor, Russell, Piazzolla) e original italiane di ottimo livello. Non è l’album più commerciale o radiofonico del periodo (quelli arrivano dopo), ma è considerato da molti fan e critici una perla degli anni '70 di Mina: raffinato, elegante, a tratti audace. In classifica fece bene (debuttò alto e rimase per diverse settimane), ma oggi è amato soprattutto per la qualità intrinseca e per come cattura Mina in un momento di transizione artistica splendida.