MUSICA

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Il triennio 1975-1977 è uno dei periodi più intensi e creativi della carriera di Mina: lontana da

Il triennio 1975-1977 è uno dei periodi più intensi e creativi della carriera di Mina: lontana da TV e concerti dal 1974, si dedica esclusivamente allo studio con la sua etichetta PDU, pubblicando una quantità impressionante di album di altissima qualità che dominano le classifiche italiane e consolidano il suo status di voce assoluta della musica leggera. Nel 1975 escono Minacantalucio (ottobre), un omaggio intimo e orchestrale a Lucio Battisti con riletture profonde di classici come Il nostro caro angelo, Emozioni e Il giardino di marzo, e La Mina, uno dei suoi lavori più rappresentativi degli anni '70, con hit come L'importante è finire (manifesto di sensualità e dramma femminile), Uappa, Ti accetto come sei e cover potenti come Quasi come musica.Nel 1976 arrivano il dittico Singolare (ottobre) e Plurale: due album gemelli che esplorano dualità artistica, con brani crudi ed emotivi in Singolare (come Nuda) e un approccio più vario e collettivo in Plurale, pieni di vocalizzi estremi, arrangiamenti sofisticati e un mix di pop, folk e influenze internazionali. Nel 1977 pubblica Mina con bignè (ottobre), titolo giocoso ma contenuto elegante, che tocca anche il disco sound con Amante amore (prodotto da Pino Presti e Cristiano Malgioglio), e Mina quasi Jannacci, un omaggio teatrale e poetico a Enzo Jannacci con riletture ironiche e narrative di brani come Rino, Vincenzina e la fabbrica e E l'era tardi. A questi si aggiungono raccolte come Del mio meglio n. 3 (1975) e Del mio meglio n. 4 (1977), che mantengono alta la presenza in classifica con inediti e versioni alternative.Cosa rende speciale questo periodo? Mina è al picco vocale – timbro unico, estensione pazzesca, interpretazioni intense e sensuali e produce con una prolificità folle (6-7 album in 3 anni), collaborando con Pino Presti, Mogol (eco battistiani forti) e nuovi autori, toccando temi di amore tormentato, emancipazione e introspezione. Brani come L'importante è finire o Nuda di Don Backy diventano inni eterni. È l'apice della Mina "da camera": invisibile al pubblico ma vicinissima agli italiani, con dischi considerati ancora oggi capolavori. Se ami la sua fase matura, è oro puro.