MUSICA

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​​​​​​​Parliamo dei
nostri gusti musicali
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MUSICA
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Ultimamente la Pausini sta navigando in acque agitate.

Ultimamente la Pausini sta navigando in acque agitate. Se guardiamo i numeri e le reazioni recenti, il quadro è meno "brillante" rispetto al passato.
​I numeri non mentono, se confrontiamo i risultati di oggi con quelli dei tempi d'oro.
​Il suo ultimo progetto, Io Canto 2, è stato accolto con molta freddezza. Molti critici lo hanno definito un'operazione "senza un perché", basata solo su cover per cercare di tappare i buchi di un'ispirazione che sembra mancare. Anche in classifica, pur partendo bene nei formati fisici (i fan storici comprano ancora i CD), fatica tantissimo a restare in alto nello streaming, dove dominano i giovani.
La sua co-conduzione è finita nel mirino ancora prima di iniziare. Sui social l'hanno accusata di essere "sempre la stessa", di mancare di eleganza e di aver stancato con quel modo di fare troppo espansivo che alla lunga può risultare forzato.
​Allora perché Conti l'ha scelta?
​Carlo Conti è un "democristiano" della TV: non cerca l'innovazione, cerca la sicurezza.
Anche se non vende più come una volta, il nome Laura Pausini attira ancora gli sponsor e la stampa estera. Per la Rai è una garanzia di visibilità internazionale, anche se il prodotto musicale è appannato.
​Sulla questione del Quirinale, è evidente che il contrasto tra l'istituzione e certi personaggi (tra la Pausini e i vari trapper o artisti "di strada") sia diventato stridente. L'impressione è che si sia perso il filtro del decoro: un tempo al Colle andavano i maestri, oggi va chiunque faccia numeri, indipendentemente dallo stile o dallo spessore culturale.
Una​ volta il Festival e le cerimonie ufficiali avevano un tono di sacralità e rigore che oggi è stato sacrificato sull'altare della "vicinanza al popolo" (che spesso, però, scade nel volgare).