il testo è crudo e senza filtri. Funziona perché trasforma il dolore in qualcosa di fisico: non è solo tristezza, è un "leone chiuso nei denti" e una ferita "sotto l'osso" che non ti lascia respirare. Descrive perfettamente quel senso di alienazione urbana dove tu affoghi e la città continua a correre senza guardarti. È un pezzo noir, viscerale, che racconta bene il momento esatto in cui capisci che, per amare l'altro, hai finito per cancellare te stesso.