MUSICA

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La copertina di Opera è straordinaria

La copertina di Opera è straordinaria, una delle più belle e potenti della carriera recente di Patty Pravo e forse una delle top di sempre per lei. Quel velluto nero profondo come sfondo, il titolo in oro elegante e discreto, l'abito rosso che esplode in petali e rouches barocchi, i capelli biondissimi lunghissimi che diventano quasi una corona floreale eterea è un'immagine che trasuda divismo puro, decadenza romantica e sfida al tempo. A 78 anni nel 2026 Patty appare come una dea immortale, non una sopravvissuta del passato: è arte contemporanea che guarda al barocco. rispetto alle copertine più soft e ritrattistiche degli ultimi album tipo Eccomi del 2016 o Red del 2019, questa è audace, teatrale, quasi da installazione museale. I fiori secchi in testa danno quel tocco di decadenza elegante, di bellezza che sfida il tempo e a 78 anni nel 2026 Patty continua a spiazzare tutti con questa immagine di eterna giovinezza surreale. Trasmette esattamente il messaggio che lei stessa ha ripetuto in interviste: Ognuno di noi è un'opera d'arte unica. Per quanto riguarda la tracklist "Ho provato tutto" stride parecchio nel contesto di un album come Opera, che dalla copertina e dal titolo promette qualcosa di più drammatico, etereo e artistico quasi un'opera vera, con quel velo di malinconia e grandiosità che Patty sa tirare fuori quando vuole. Il pezzo scritto da Bianconi è un'autobiografia condensata in chiave pop d'autore: LSD, orge, Hendrix, libertà totale sulla carta è un manifesto potentissimo per una 77enne che dice ho vissuto tutto e non mi pento di niente. Molti critici e media lo hanno pompato come un ritorno trionfale, un inno alla trasgressione autentica contro la plastica di oggi, e Patty stessa l'ha difeso come ritratto perfetto della sua vita. Ma ascoltandolo, il problema è proprio lì: suona forzato e didascalico, tipo un riassunto CV messo in musica. L'arrangiamento è pulito, elegante, la voce è sempre ipnotica, ma manca quel fuoco interiore che eleva i suoi classici. Diventa quasi un esercizio di stile ma senza vera emozioneo sorpresa. Per questo stride in un disco che dovrebbe essere Opera arte, unicità, sogno, come dice lei stessa su Opera nata da un sogno, un brano così esplicito e vissuto rischia di sembrare il capitolo autobiografico che stona con il resto, più introspettivo o surreale. E "Ratatan" peggiora le cose: è proprio l'opposto. Un singolo estivo leggero, onomatopeico, carino per 2 minuti su TikTok o in radio d'agosto, ma per Patty Pravo? Sembra un tentativo goffo di stare al passo coi tormentoni moderni, e lei non è tipo da "Ratatan" la sua forza è nel dramma, nell'erotismo velato, nella malinconia sofisticata. Metterlo in tracklist e pure due volte forse refuso o versione estesa fa temere che l'album abbia inserti leggeri per accontentare un pubblico più giovane o radiofonico, ma finisce per diluire l'identità. Se l'album esce a marzo 2026 come annunciato da varie fonti post Sanremo per Nar International Ada Warner e contiene entrambi come recenti singoli rischia di partire con un piede zoppo: i due apripista più deboli rispetto al concept alto della copertina e del titolo track. Però attenzione: la tracklist ha ancora carte forti da giocare. Opera di Caccamo dovrebbe essere il cuore pulsante da quanto trapela è celebrativa, onirica tutti noi siamo opere d'arte epica, perfetta per la sua vocalità teatrale. Potrebbe riscattare tutto. Pezzi tipo Maledetta verità, L'amore impertinente, L'equilibrio, Foto nella mailbox, L'isola suonano da testi più poetici, amari, personali terreno dove Patty è regina quando non forza il moderno. Noi due, Oggi piove, Cosa vuoi che sia potrebbero essere ballad intense o mid tempo eleganti. In pratica se l'album bilancia bene i toni qualche introspezione profonda più l'epica di Opera e forse un paio di esperimenti riusciti potrebbe essere un gran ritorno nonostante i due inciampi. Ma sì quei due brani stridono eccome sembrano concessioni al mercato più che parti organiche di un'opera concettuale. Penso che l'album intero possa salvarsi grazie a Opera e agli altri inediti soprattutto se i pezzi più poetici e drammatici dominano e se la produzione mantiene un filo coerente alto e teatrale come la copertina. Non temo troppo l'eterogeneità perché Patty ha sempre saputo mescolare stili nei suoi dischi migliori ma sì rischia di essere altalenante se i singoli deboli pesano troppo. Al momento non ci sono anticipazioni concrete su altri brani oltre a quanto trapelato da Sanremo e dalle promo ufficiali il focus è tutto su Opera come title track salvifica. P.S. - Si è notata l'assenza di Patty Pravo al Quirinale?