Partiamo dal titolo, che è già una dichiarazione d’intenti: E non si finisce mai. Non è solo il ritornello, è proprio l’anima della canzone. Dori Ghezzi torna a Sanremo dopo qualche anno di pausa (l’ultima era stata nel 1983) e porta un pezzo che sembra scritto apposta per chi, nella vita, ha imparato che l’amore vero non ha il tasto “fine”.La voce di Dori è quella di sempre: calda, pulita. Non fa acrobazie vocali inutili, non serve: qui conta l’emozione trattenuta, quella che esce piano piano come se stesse confidando un segreto. E il testo di Adelio Cogliati (con la musica di Piero Cassano, ex Matia Bazar) è un piccolo capolavoro di sincerità adulta.Frasi come
«Rispetto le tue scelte, ma ricordati che hai ancora bisogno di me, quanto io ho bisogno di te»
oppure
«Quanta vita ancora da raggiungere con te» non sono robetta da teenager innamorati. Sono parole di chi ha già visto qualche bufera, ha litigato, si è allontanato, ha fatto silenzi lunghissimi e nonostante tutto sceglie di gettare “un ponte fra di noi”. È un inno all’amore che resiste, non perché è perfetto, ma proprio perché è imperfetto e testardo. Non invecchia, anzi: più passa il tempo e più suona contemporaneo, perché parla di sentimenti che non vanno mai fuori moda Non è tristezza, è tipo una speranza ostinata. Applausi meritati. Canzone immortale, sottovalutata all’epoca, ma che ha attraversato indenne quasi 40 anni. Ogni volta che la risenti ti ricordi che certe storie, per fortuna, non finiscono mai.