Se partiamo dal presupposto che il gradimento del pubblico verso Pausini sia ai minimi termini
Se partiamo dal presupposto che il gradimento del pubblico verso Pausini sia ai minimi termini,
la mossa di Carlo Conti di "affollare" il palco diventa effettivamente una mossa tattica di risk management.
In televisione, quando un personaggio è percepito come divisivo o poco gradito, la tecnica più usata è la diluizione. Aumentando il numero di co-conduttori (nomi freschi, comici o volti rassicuranti della TV).
Si riducono i minuti totali in cui la Pausini rimane sola davanti alla telecamera.
Si creano "cuscinetti" tra un suo intervento e l'altro per cambiare l'umore del pubblico.
Carlo Conti è un esperto della TV: sa che deve accontentare tutti. Se percepisce che una parte consistente degli italiani non gradisce la Pausini, chiamare altri nomi serve a recuperare quel pubblico che altrimenti cambierebbe canale. In pratica, offre un'alternativa all'interno dello stesso show.
Il Festival è più grande di chiunque lo conduca. Se Conti avesse il timore che una presenza troppo ingombrante (e non amata) potesse danneggiare gli ascolti totali, avrebbe tutto l'interesse a trasformarla in una delle tante stelle della serata, piuttosto che nella protagonista assoluta.
È un gioco di equilibri molto delicato: da un lato c'è il prestigio internazionale che lei ancora vanta, dall'altro c'è il termometro del pubblico italiano che sembra segnare una temperatura molto fredda.