MUSICA

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Mina - Nei miei occhi

È una delle perle più intime e strazianti della discografia di Mina negli anni '80, un periodo in cui esplorava atmosfere dark, gotiche e notturne con una maturità che toglie il fiato. La melodia di Franco Serafini è essenziale, quasi ipnotica: parte piano con un basso profondo e tastiere discrete, cresce in un crescendo emotivo controllato, sostenuto dall'arrangiamento raffinato di Giovanni Tommaso che lascia tutto lo spazio alla voce. Il testo di Riccardo Borghetti è spietato nella sua sincerità brutale: non c'è dramma urlato, solo un flusso di coscienza doloroso. Lui torna tra le sue braccia per lealtà, le racconta di lei, di dignità, libertà, errori suoi e colpe sue. E lei? Dentro di sé mescola tutto: la voglia di lui, di gridare, di morire, di piangere, di amare. È un elenco ossessivo che si ripete come un mantra tormentato, culminando in quel verso che ferisce dritto al cuore: "Nei miei occhi cerchi d’addormentarti ma non riesci", seguito dal silenzio lacrimante, dal cuore che si strugge. Mina sussurra, sfiora, incrina la voce quel tanto che basta per far tremare l'ascoltatore. Non serve enfasi plateale: il dolore è nella misura, nella maturità di chi sa amare sapendo di perdere, accogliendo lo stesso con dignità feroce. In un album strano e crepuscolare come Finalmente ho conosciuto il conte Dracula... (pieno di ombre, esperimenti e un velo di malinconia fumosa), questo brano emerge come un confessionale privato: voyeuristico, quasi proibito, dove l'amore è un misto di tenerezza e autodistruzione silenziosa.