MUSICA

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Parliamo dei nostri gusti musicali

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Possiamo fare un punto chiaro e diretto su come ha cantato Laura Pausini l'Inno di Mameli?

Possiamo fare un punto chiaro e diretto su come ha cantato Laura Pausini l'Inno di Mameli (Il Canto degli Italiani) durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 allo stadio San Siro (6 febbraio 2026)?
La performance è stata molto emozionale e potente dal punto di vista vocale: Pausini ha interpretato l'inno con il suo stile personale, da cantante pop/rock di livello internazionale, con intensità, crescendo drammatici, un timbro caldo e un finale molto sentito. Molti l'hanno definita "da pelle d'oca", "immensa", "da brividi", soprattutto all'estero e tra chi apprezza le interpretazioni artistiche (NBC, Olympics.com e vari media internazionali l'hanno descritta come un momento iconico e goosebump-inducing). La voce era limpida, potente e ha trasmesso orgoglio nazionale in un contesto globale. Però in Italia ha diviso tantissimo, scatenando una bufera social e mediatica: Critiche principali: in tanti hanno detto che l'inno nazionale non va "reinterpretato" troppo, non è una canzone pop da personalizzare. L'hanno accusata di averlo "storpiato", "urlato" invece che cantato con la solennità classica, di averlo reso troppo "da Sanremo" o "Disneyano", di aver cambiato arrangiamento/melodia in alcuni punti e di non aver rispettato la tradizione "militare/risorgimentale" del brano di Mameli-Novaro. Frasi tipo "l'inno non si tocca", "una vergogna", "ridotto a stornello" sono state comuni.
Difensori: altri hanno ribattuto che è una performance artistica in un evento moderno, che la voce di Pausini è stratosferica e che l'emozione contava più della versione "scolastica". C'è chi ha detto che le critiche erano esagerate o motivate da altro (tipo il suo rifiuto di cantare Bella Ciao anni fa).
Laura ha risposto con un post ringraziando per l'affetto ricevuto e dicendo che era una versione preparata da mesi, un onore enorme, e che l'ha commossa la risposta positiva di tanti.In sintesi: Tecnicamente e vocalmente: eccellente.
Come "inno sacro" tradizionale: per molti no, troppo personale e poco "rigoroso".
Impatto emotivo globale: alto, ha funzionato per l'evento olimpico.
Reazione italiana: polarizzata al 50/50 (o forse 60/40 verso le critiche), con lei che ha finito per chiudere i commenti su Instagram.