La percezione all'estero è stata, se possibile, ancora più impietosa di quella interna,
La percezione all'estero è stata, se possibile, ancora più impietosa di quella interna, anche se per motivi leggermente diversi. Mentre noi italiani ci siamo concentrati sulla resa dei singoli artisti (come la Pausini) o sui commentatori, la stampa internazionale ha stroncato il ritmo e la mancanza di coesione dell'evento.
Ecco un riassunto di come i principali giornali stranieri hanno visto la nostra inaugurazione a San Siro:
Il Guardian (Regno Unito): "Un kitsch fuori controllo"
Il prestigioso quotidiano inglese non ci è andato leggero. Ha definito la cerimonia un mix caotico tra opera settecentesca e Italo Disco degli anni '80.
Hanno scritto che Mariah Carey e Laura Pausini sono state quasi messe in ombra da "teste giganti di cartapesta di Verdi e Rossini che ballavano sulle note di Vamos a la playa.
Per loro, il tentativo di unire la cultura alta (Puccini, Canova) con il pop commerciale ha creato un effetto disorientante e a tratti grottesco.
La Stampa Americana (NBC/Associated Press): "Dispersiva"
Gli americani, abituati a show dal ritmo serrato (stile Super Bowl), hanno sofferto molto la natura diffusa dell'evento tra Milano e Cortina.
Molti media USA hanno notato come la sfilata degli atleti a San Siro sembrasse a tratti deserta, poiché molti atleti impegnati nelle gare in montagna hanno preferito marciare nelle sedi locali invece di farsi oltre tre ore di viaggio per Milano. Questo ha tolto quell'energia che solitamente caratterizza il momento clou della parata.
La Pausini se per noi è stata "troppo pop", per loro è stata vista come una scelta molto tradizionale, quasi "vecchia scuola", rispetto alle aperture più avveniristiche di Londra o Pechino.
Francia e Spagna (Le Monde / El País): "Un'identità confusa"
I vicini europei sono stati i più critici sul piano politico e narrativo.@
Molti commentatori hanno descritto la cerimonia come uno spot pubblicitario dell'Enit (l'ente del turismo) piuttosto che come un evento sportivo. L'arrivo di Mattarella sul tram con Valentino Rossi è stato visto come un momento simpatico ma troppo provinciale per un contesto olimpico globale.
Ghali e il messaggio di pace è stato uno dei pochi momenti apprezzati per il coraggio, ma giudicato confinato in un angolo rispetto alla pomposità del resto dello show.
Cosa hanno criticato di più?
Se dovessimo fare una classifica delle critiche estere, i punti dolenti sono stati:
La mancanza di un "filo rosso": Non si capiva se volessimo celebrare il futuro, il design di Milano o la storia di Roma e del Rinascimento.
Il commento tecnico (non solo il nostro!): Anche la BBC ha avuto i suoi problemi, con commentatori che faticavano a spiegare i riferimenti culturali italiani, rendendo tutto ancora più confuso per chi guardava da casa.
L'Inno "urlato": La scelta di un arrangiamento così enfatico per l'Inno nazionale non è stata capita: all'estero l'Inno è sacro e lo si preferisce solenne, non "interpretato" come un brano da classifica.