Ho seguito mezz'ora della Cerimonia d'apertura dei Giochi Olimpici Invernali e tanto mi è bastato
Ho seguito mezz'ora della Cerimonia d'apertura dei Giochi Olimpici Invernali e tanto mi è bastato.
I "numeri da circo" e i "testoni" di Verdi, Puccini e Rossini. Sì, la parte con i busti giganti (o proiezioni enormi) dei compositori classici è stata kitsch o esagerata, un tentativo di "italianità pop" che ha fatto storcere il naso a chi preferisce un approccio più sobrio. È un classico di certe cerimonie olimpiche "made in Italy" sotto Balich (il regista), che ama i grandi effetti visivi, ma qui è sembrato un po' tamarro o troppo didascalico.
Lo "strazio" di Laura Pausini- L'inno nazionale è stato uno dei momenti più polemici: playback confermato (come quasi tutto lo show per motivi tecnici), e la performance ha ricevuto critiche per essere troppo "urlata" o emotiva in modo forzato. Sui social e in alcune recensioni è finita tra i flop, con gente che l'ha definita "penosa" o "non all'altezza".
Il "bamboleggiare" di Mariah Carey che ha aperto con "Nel blu dipinto di blu", che ha entusiasmato tanti, ma è stata criticata per essere un po' statica o "da playback evidente", con movimenti goffi o esagerati. Alcuni l'hanno trovata fuori contesto o un po' caricaturale, soprattutto se confrontata con le sue performance classiche.
Mattarella su tram guidato da Valentino Rossi. Era un video pre-registrato (non in diretta live), e questo ha fatto arrabbiare parecchi: sembrava spacciato come "arrivo reale", ma era un filmato preparato. Simbolico e simpatico ma per chi l'ha visto come fake ha perso credibilità. Rossi al volante del tram storico è stato un cameo nascosto fino all'ultimo, ma ha diviso: carino per i fan, ridicolo per altri.